La quarantena nazionale – il commento di Aldo Berlinguer, editoriale Unione Sarda


E’ giunta al culmine l’azione restrittiva del Governo per contrastare il Coronavirus: un cocktail di divieti di portata inedita che impatta pesantemente sulle libertà civili ed economiche degli italiani. Una strategia che parrebbe necessaria ma che, oggi più che mai, esige di aver chiari gli obiettivi, anche di lunga durata.

Ci sia ad esempio consentito di capire perché la Protezione civile continui, ogni pomeriggio, a sciorinare i numeri di infettati, guariti e deceduti, per stilare statistiche da confrontare con altri Paesi. Quei numeri partono infatti da un presupposto sbagliato: che i soggetti contagiati siano conosciuti. Quando è vero il contrario: i contagiati sono ben più di coloro che, manifestando sintomi o provenendo dalle zone focolaio, sono stati sottoposti al tampone. E’ quindi fuorviante la percentuale dei guariti e dei deceduti rispetto al numero reale dei contagiati.

Non si comprende perchè continuino a dirci che le mascherine non sono utili a contenere il contagio quando ormai molti medici infettati hanno presentato esposti in Procura lamentandone la mancanza. Se la mascherina è utile al personale sanitario per evitare di infettarsi, perché non dovrebbe esserlo se indossata dai cittadini nelle loro relazioni? Com’è possibile arrivare a spendere oggi 25 miliardi di soldi pubblici per riparare i danni del contagio e non aver pensato di prevenirlo (già a gennaio) spendendo pochi soldi per comprare e rendere obbligatorio indossare mascherine a tutta la popolazione? Una simile misura, adottata dopo le avvisaglie cinesi, avrebbe senz’altro inibito al virus di circolare liberamente. E contribuirebbe anche oggi a contenerlo.

Qualcuno vuol spiegarci inoltre quali saranno gli effetti di lungo periodo di questo coprifuoco? Poniamo infatti che gli arresti domiciliari cui è stato sottoposto l’intero Paese (misura insperata anche per il Ministro Bonafede) riescano a fermare il contagio. Ci troveremmo, ad aprile, al punto zero, con una popolazione che in larghissima parte non conosce il virus e non ha dunque sviluppato difese immunitarie. Cosa accadrà nei mesi successivi? Un Paese turistico come l’Italia, che in estate ospiterà (speriamo) milioni di visitatori, come potrà dirsi al riparo? Basterà un turista infettato a far ripartire l’epidemia?

Del resto la letteratura sulla “Spagnola” ci insegna che Città che non adottarono misure restrittive, come Philadelphia, ebbero molte vittime concentrate in breve tempo, altre, come St.Louis, che le adottarono, subirono più “ritorni” del virus con vittime nel lungo periodo. Forse per questo gli inglesi vogliono applicare le restrizioni solo alle fasce più fragili della popolazione?

Insomma, è evidente che la quarantena nazionale può aver senso solo se la si protrae sino a quando verrà scoperto il vaccino e sarà somministrato a tutti gli italiani. Qualcuno azzarda una previsione temporale?
Un’ultima nota di colore. Anche in questa occasione, i nostri governanti sembrano compiaciuti nell’annunciare che verranno adottati massicci stanziamenti di danaro pubblico (oggi purtroppo necessari) per sostenere la sanità e le attività economiche agonizzanti. Il Governo dice che spenderà 25 miliardi di euro ma omette di aggiungere “vostri”.

Eppure i pronomi possessivi hanno la loro importanza specie quando appare certo che i soldi spesi non saranno mai restituiti. Anzi, occorrerà recuperarli dagli italiani stessi con maggiori imposte. Anche qui, fanno specie gli inglesi che singolarmente utilizzano i nostri pronomi (nostro e vostro) per indicare, nella contabilità bancaria, a chi appartengono i soldi depositati. Guarda un po’.

Che stravaganti questi inglesi.

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