Le Spiagge Inaccessibili – Editoriale di Aldo Berlinguer, ne L’Unione Sarda

È arrivata l’estate ed iniziano le migrazioni balneari. Improvvisamente i luoghi poco frequentati durante l’inverno vengono assaliti nei mesi estivi. Ma la fruizione è rapida ed i problemi che essa genera evaporano poco dopo.

Così in pochi si accorgono che, oggi, le concessioni balneari interessano oltre il 50% delle spiagge italiane. Inoltre, l’8% delle coste non è balneabile perché il mare è inquinato. Infine, dal 1970, i tratti di litorale soggetti a erosione sono triplicati e oggi ne soffre il 46% delle coste sabbiose, con picchi di oltre il 60% in Abruzzo, Sicilia e Calabria. Lo dice chiaramente il Rapporto annuale spiagge di Legambiente: “ in media è come se avessimo perso 23 metri di profondità di spiaggia per tutti i 1.750 km di litorale in erosione”.

Quindi meno spiagge, sempre più fragili, sempre più frequentate in poche settimane. Ma non da tutti: i disabili, infatti, spesso non possono godersele, vista l’endemica presenza di ostacoli che impediscono loro l’accesso. Sono numerosi gli esempi in Sardegna, dove si contano pochissime eccezioni.

Il problema si riscontra subito sul piano dei trasporti pubblici, ancora fortemente inadeguati a trasportare disabili. Fatta eccezione per “l’amico bus” di Cagliari e poche altre esperienze virtuose, molti mezzi e molte fermate non dispongono ancora dei dispositivi essenziali per consentire ai disabili di muoversi autonomamente. Altrettanto impervia è la mobilità all’interno delle città e dei paesi sardi, costellati come sono di ostacoli, marciapiedi inadeguati, auto parcheggiate in divieto ed accessi con pendenze superiori all’8%, limite stabilito per legge; ciò che costringe i disabili a chiedere continuamente aiuto a chi capita. Non parliamo poi delle strutture ricettive attrezzate: Booking censisce a Cagliari solo 38 strutture, su 668 (il 17%), come idonee ad accogliere disabili.

Eppure la normativa nazionale è risalente in materia (l.118/1971, poi l.13/1989, poi ancora l.104/1992) e prevede un fondo rifinanziato nel 2018. In Sardegna, esiste anche una legge regionale (n.32/1991) che accorda finanziamenti utili a rimuovere le barriere architettoniche anche in edifici di più recente realizzazione. Ma lo scenario non cambia.

Da ultimo, la legge di bilancio 2021 ha previsto che i lavori volti alla rimozione delle barriere architettoniche si considerino “interventi trainati” ai fini del bonus 110%, nel caso di esecuzione simultanea di opere di miglioramento delle prestazioni energetiche dell’immobile. Non solo: dal 1° gennaio 2021 la detrazione fiscale maggiorata spetta anche per i lavori eseguiti in favore degli over 65, anche se essi non abitano nell’immobile interessato (così ha chiarito il MEF in Commissione Finanze della Camera il 29 aprile 2021).

Esistono quindi norme e incentivi economici ma manca una diffusa sensibilità culturale. Molti preferiscono non vedere il problema, piuttosto che interessarsene. E forse manca anche un sistema di sanzioni adeguate per gli amministratori, pubblici e privati, che fanno finta di nulla.

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